questo è il comunicato degli occupanti della baita clarea, il luogo dove è avvenuto l’incidente a luca abbà, folgorato su un traliccio mentre tentava di opporsi allo sgombero della baita, presidio del movimento.
vi invitiamo a visitare i siti dei no tav e del movimento no tav torino , e a farvi un’idea su cosa sta davvero succedendo in val di susa.
COMUNICATO SGOMBERO BAITA CLAREA
Era nell’aria da giorni.
E stamattina, pochi minuti dopo le otto è arrivata la logica
prosecuzione delle mire espansionistiche dei cantieri del TAV nella val
Susa. Ci siamo trovati in pochi in baita circondati da centinaia di
poliziotti in tenuta antisommossa, che affollavano la val Clarea. La
situazione sembrava apparentemente sotto il controllo delle guardie,
quando inaspettatamente Luca, un attivista del movimento è riuscito ad
eludere i controlli salendo sul traliccio dell’alta tensione vicino
alla baita. Uno dei due agenti che lo rincorrevano, è salito
immediatamente, con una fretta inusuale, sconsiderata e senza nessuna
messa in sicurezza sul traliccio, mentre noi siamo tenuti a distanza,
isolati di fronte alla porta della baita. In quel momento Luca in
diretta con radio Blackout manifesta esplicitamente ed in modo
incontrovertibile la sua intenzione di resistere allo sgombero.
Preoccupati per il frettoloso inseguimento verticale a cui veniva
sottoposto Luca, gridavamo alle forze dell’ordine di fermarsi. La
risposta è stata: “Non vi preoccupate, siamo professionisti”.
Pochi secondi dopo, Luca costretto a salire più in alto, per sfuggire
all’agente che lo insegue, viene folgorato da una scarica elettrica da
50.000 volt. Il suo corpo privo di sensi precipita al suolo da oltre 10
metri. Risuona nella mente il “morto” annunciato nei discorsi del
capo della polizia Manganelli, e dell’ex ministro dell’interno
Roberto Maroni. Mentre a noi, scioccati dall’episodio veniva impedito
di avvicinarci, il tempo passava senza che a Luca fossero prestate le
prime cure. Solo dopo oltre mezz’ora è arrivata l’ambulanza.
Nonostante vi fosse una persona in grave pericolo di vita, ferita per
terra, i lavori per l’allargamento del cantiere procedevano
ininterrotti, dimostrazione evidente di quali siano le priorità dei
rappresentanti dello stato e degli operai presenti sul posto: la TAV
prima della vita umana. Nonostante le nostre insistenze parecchio tempo
è trascorso prima che ad uno di noi venisse dato il permesso di
avvicinarsi a Luca che dopo oltre un’ora veniva finalmente trasportato
in elicottero all’ospedale. Scriviamo questo comunicato per informare
su quanto accaduto realmente durante lo sgombero della baita Clarea,
smentendo così le false ricostruzioni partorite dai media di regime
insieme a tutte le voci che stanno girando in questi giorni. Non ci
sono
state trattative da parte nostra con le guardie per far scendere Luca,
non sono stati usati lacrimogeni, nessuna corda di sicurezza era stata
fissata dall’agente che seguiva Luca sul traliccio, non vi è stato
nessun barricamento collettivo all’interno della baita. Solo nel
pomeriggio ci è stato permesso di lasciare la baita, costringendoci ad
assistere allo scempio della val Clarea e alla pantomima delle
deposizioni: l’ennesimo “incidente” avvenuto per motivi di ordine
pubblico…
L’esempio di Luca esprime quello che tutti noi abbiamo nel cuore,
difendere questa terra a tutti i costi senza se e senza ma.
Il lampo che lo ha colpito rimarrà inciso nella nostra memoria per
sempre insieme all’indifferenza dimostrata dagli operai e dagli agenti
delle forze dell’ordine di fronte ad un fatto di tale gravità.
Ti abbracciamo Luca aspettando di vederti tornare al più presto a
lottare sulle montagne a te e a noi così care.
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